Nella fase asintomatica, ovvero prima che si manifesti la malattia, si parla di prevenzione primaria.
Dopo che si sono manifestati i primi campanelli di allarme, cioè dopo un primo TIA, si tratta di prevenzione secondaria. La prevenzione terziaria infine è necessaria per prevenire una recidiva dopo che si è verificato un primo ictus.
In tutte e tre le situazioni, le tappe fondamentali sono:
- Controllo dei fattori di rischio;
- Cambiamento delle abitudini alimentari;
- Cambiamento dello stile di vita;
- Cure mediche qualora non siano sufficienti gli interventi comportamentali.
Come comportarsi? Oltre a controllare periodicamente la pressione arteriosa, la fibrillazione atriale, i valori di glicemia e colesterolemia, è necessario:
- Astenersi dal fumo;
- Non eccedere con il consumo di alcolici;
- Seguire una dieta mediterranea (ridurre il sale nei cibi ed evitare una dieta eccessivamente ricca di grassi di origine animale come i derivati del latte, carni grasse, salumi);
- Fare regolare attività fisica (è sufficiente praticare abitualmente un moderato esercizio fisico, come camminare, fare le scale, ballare, andare in bicicletta o in piscina: attività praticabili a tutte le età).
Ricapitolando, l’ictus si può prevenire nella maggioranza dei casi seguendo alcune semplici norme di vita sana e identificando i fattori di rischio individuali, modificandoli poi in misura personalizzata.
Almeno 2 volte l’anno è consigliabile misurarsi la pressione arteriosa in modo tale da svelare un’eventuale ipertensione arteriosa latente e misconosciuta. Inoltre, è raccomandabile verificare la presenza o meno di fibrillazione atriale sentendo il battito con la palpazione del polso o misurando la pressione con apparecchi specificatamente previsti e clinicamente testati per lo screening della fibrillazione atriale.
Chi soffrisse già di ipertensione arteriosa:
- Deve monitorarne attentamente i valori per adeguare eventualmente la terapia;
- Tutte le volte che si misura la pressione controllare la presenza o meno della fibrillazione atriale come descritto precedentemente;
- Almeno 1 o 2 volte l’anno è consigliabile effettuare la misurazione della glicemia per svelare un eventuale diabete latente o una semplice intolleranza ai carboidrati (stato che precede il diabete e che può essere corretto semplicemente con dieta e attività fisica).
Chi fosse già diabetico:
- Deve controllare spesso i valori glicemici e attenersi scrupolosamente alla dieta e alle terapie prescrittegli;
- Dovrebbe smettere di fumare;
- È consigliabile che controlli almeno 1 volta l’anno i valori di colesterolo nel sangue; se elevati dovrà seguire una dieta povera di grassi e, se necessario, assumere una terapia per ridurre i livelli di colesterolo.
Chi è affetto da cardiopatie, in particolare da fibrillazione atriale:
- Dovrà seguire una terapia antiaggregante o anticoagulante orale, per diluire il sangue e ridurre il rischio di ictus cerebrale embolico;
- È consigliabile che svolga attività fisica costante, almeno 2-3 volte alla settimana: non è necessario fare attività impegnative, è sufficiente camminare a passo sostenuto;
- È consigliabile che si alimenti in modo corretto scegliendo cibi non troppo ricchi di grassi e di sale. Adottare una sana dieta mediterranea è comunemente considerata un’efficace prevenzione dell’ictus!
- È consigliabile che non ecceda con il consumo di alcolici, anche se mezzo bicchiere di vino rosso a pasto si può bere.
Un’alimentazione corretta e un’attività fisica costante permettono di mantenere un adeguato peso corporeo in quanto anche l’obesità è un fattore di rischio per ictus.
Fra i giovani, in particolare fra le donne, chi soffrisse di emicrania dovrebbe evitare di fumare e di assumere la pillola estroprogestinica, poiché, in questo modo, ridurrebbe significativamente il rischio di ictus cerebrale.
Chi ha già avuto un ictus cerebrale deve :
- Almeno 2 volte l’anno effettuare le visite di controllo programmate sia dal neurologo che da altri specialisti;
- Deve eseguire gli esami strumentali di controllo che gli vengono richiesti, quali ad esempio: l’Ecocolordoppler dei vasi del collo, il Doppler Transcranico, l’Ecocardiogramma.