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29/Apr/2026

Nel mese dedicato alla prevenzione dell’ictus, A.L.I.Ce. Italia ODV richiama l’attenzione su un tema tanto diffuso quanto spesso sottovalutato: l’obesità come fattore di rischio modificabile per l’ictus cerebrale. A.L.I.Ce. ODV – sezione di Parma ha quindi deciso di aderire a questa iniziativa nazionale, ribadendo l’importanza di informare e sensibilizzare la popolazione sull’urgenza della prevenzione.

Negli ultimi anni, le evidenze scientifiche hanno chiarito in modo sempre più netto il legame tra eccesso di peso e aumento del rischio di ictus e malattie cardiovascolari. L’incremento dell’indice di massa corporea (BMI) si associa infatti a una crescita progressiva del rischio di eventi cerebrovascolari, indipendentemente dalla presenza di altri fattori come ipertensione o diabete.

Ciò che rende questo fenomeno ancora più preoccupante è il suo impatto sulle fasce più giovani della popolazione. Essere in sovrappeso o obesi tra i 20 e i 40 anni aumenta significativamente il rischio di ictus precoce, con dati che indicano un rischio quasi raddoppiato rispetto ai coetanei normopeso. Ancora più allarmante è il dato relativo all’adolescenza: l’obesità in questa fase della vita può triplicare il rischio di ictus prima dei 50 anni.

Questi numeri evidenziano con forza un concetto chiave: la prevenzione deve iniziare presto.

In Italia si registrano ogni anno circa 120.000 nuovi casi di ictus. Una quota significativa – stimata tra il 10% e il 15% – è attribuibile direttamente o indirettamente all’eccesso di peso. Questo significa che migliaia di eventi potrebbero essere evitati attraverso interventi efficaci di prevenzione.

Di fronte a questi dati, il messaggio della comunità scientifica e delle associazioni come A.L.I.Ce. è chiaro: intervenire sui fattori di rischio modificabili è fondamentale.

Le linee guida italiane sulla prevenzione dell’ictus indicano alcune azioni concrete e accessibili a tutti:

  • adottare uno stile di vita sano, basato su un’alimentazione equilibrata e attività fisica regolare;
  • ridurre il peso corporeo in eccesso in modo graduale e sostenibile;
  • monitorare e controllare i principali fattori di rischio cardiovascolare, come pressione arteriosa, glicemia e colesterolo;
  • contrastare la sedentarietà, promuovendo il movimento nella vita quotidiana;
  • effettuare controlli periodici, includendo la valutazione del BMI e dei parametri metabolici.

La prevenzione è un percorso quotidiano fatto di scelte consapevoli. Piccoli cambiamenti nello stile di vita possono tradursi in una significativa riduzione del rischio di ictus e in un miglioramento generale della qualità della vita.

A.L.I.Ce. ODV – sezione di Parma, in linea con l’impegno di A.L.I.Ce. Italia ODV, rinnova il proprio invito a cittadini, istituzioni e operatori sanitari a lavorare insieme per diffondere la cultura della prevenzione. Informare, sensibilizzare e intervenire precocemente significa ridurre non solo l’incidenza dell’ictus, ma anche il suo impatto umano, sociale ed economico.

 

 

Fonte: https://www.aliceitalia.org/notizie/obesita-allarme-ictus-il-peso-in-eccesso-moltiplica-il-rischio-cerebrovascolare/


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15/Apr/2026

Il mese di aprile è dedicato alla prevenzione dell’ictus cerebrale, una delle principali cause di mortalità e disabilità a livello globale. Questa ricorrenza rappresenta un’importante occasione per promuovere una maggiore consapevolezza nella popolazione, favorendo la diffusione di informazioni corrette sui fattori di rischio, sui sintomi e sull’importanza di un intervento tempestivo.

L’ictus cerebrale è una condizione acuta che si verifica quando l’apporto di sangue a una specifica area del cervello viene improvvisamente compromesso. Tale interruzione determina un danno ischemico o emorragico del tessuto cerebrale, con conseguenze che possono essere gravi e permanenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di ictus ischemico, causato dall’occlusione di un vaso sanguigno, mentre una quota minoritaria è rappresentata dall’ictus emorragico, dovuto alla rottura di un vaso con conseguente sanguinamento intracranico.

Nonostante la gravità del quadro clinico, una parte significativa degli ictus può essere prevenuta. Numerosi studi hanno infatti dimostrato come il controllo dei principali fattori di rischio giochi un ruolo determinante nella riduzione dell’incidenza della patologia. Tra questi, l’ipertensione arteriosa rappresenta il fattore più rilevante, seguita da condizioni quali il colesterolo alto, il diabete mellito, il fumo di sigaretta e la sedentarietà. L’adozione di uno stile di vita sano, associata a un adeguato monitoraggio clinico, costituisce pertanto uno strumento fondamentale di prevenzione primaria.

Accanto alla prevenzione, un altro elemento cruciale è rappresentato dalla capacità di riconoscere precocemente i segni e i sintomi dell’ictus. L’esordio è generalmente improvviso e può manifestarsi con deficit neurologici focali, quali asimmetria del volto, debolezza o perdita di forza a carico di un arto e alterazioni del linguaggio. In alcuni casi possono comparire disturbi visivi, perdita dell’equilibrio o cefalea intensa e improvvisa. È importante sottolineare come la tempestività dell’intervento sia determinante: il danno cerebrale evolve rapidamente e ogni minuto di ritardo può compromettere in modo significativo la prognosi. In presenza di sintomi compatibili con un ictus cerebrale, è indispensabile attivare immediatamente il sistema di emergenza. Un accesso rapido a strutture ospedaliere dotate di unità dedicate consente infatti l’attuazione di terapie specifiche, in grado di ridurre l’estensione del danno e migliorare gli esiti clinici.

Il mese della prevenzione dell’ictus non deve essere considerato soltanto come un momento informativo, ma come un’opportunità per promuovere un cambiamento culturale orientato alla tutela della salute cerebrale. Investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nell’educazione sanitaria significa contribuire concretamente alla riduzione dell’impatto di questa patologia sulla popolazione.

Una maggiore consapevolezza, unita a comportamenti responsabili e a un intervento tempestivo, può fare la differenza tra un recupero possibile e conseguenze invalidanti permanenti.


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03/Giu/2025

L’attività fisica rappresenta un elemento fondamentale per il mantenimento e il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità motorie. In questa prospettiva nasce il Progetto AFA-Ictus, un’iniziativa promossa da ALICe Parma ODV in collaborazione con la UISP Parma (Unione Italiana Sport per tutti).

L’AFA – Attività Fisica Adattata – è un percorso non sanitario rivolto a persone con esiti di patologie croniche, neurologiche o osteo-articolari, che si basa su programmi di esercizio fisico di gruppo, personalizzati e gestiti da educatori laureati in Scienze Motorie, appositamente formati per lavorare con persone colpite da ictus.

Dopo la sospensione temporanea causata dalla pandemia da COVID-19, il progetto è ripartito con entusiasmo, anche grazie alla partecipazione attiva degli utenti e alla dedizione dei tecnici coinvolti. Attualmente le sedute si svolgono con cadenza settimanale presso la palestra UISP di Parma e per garantirne la continuità nel tempo del, è stata introdotta una piccola quota di partecipazione individuale, pensata per mantenere l’iniziativa accessibile a tutti.

Per informazioni su come partecipare o sostenere l’iniziativa, è possibile contattare ALICe Parma ODV o UISP Parma.

 


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