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05/Mag/2026

Ci sono persone che ogni giorno si prendono cura di un familiare fragile, malato o non autosufficiente con dedizione, pazienza e amore, spesso senza chiedere nulla in cambio. Sono i caregiver: una presenza silenziosa ma fondamentale, che rappresenta un punto di riferimento indispensabile nella vita di chi affronta la malattia e la perdita dell’autonomia.

Maggio diventa così un’occasione speciale per accendere i riflettori sul loro impegno quotidiano. Un mese non basta certo a restituire il valore di ciò che fanno, ma è un momento importante per riconoscere il loro ruolo e ricordare quanto sia necessario sostenerli.

Grazie alla rete territoriale di supporto ai caregiver — composta dalle Aziende sanitarie di Parma, enti locali, associazioni di volontariato e realtà del Terzo Settore — Parma e provincia si animano con un ricco calendario di eventi, incontri e percorsi formativi dedicati. L’obiettivo è duplice: da una parte valorizzare il lavoro di cura svolto ogni giorno dai caregiver, dall’altra offrire strumenti, occasioni di confronto e spazi di ascolto capaci di rafforzare la rete di supporto a loro disposizione.

Prendersi cura di una persona con gravi difficoltà fisiche o cognitive richiede infatti competenze, tempo ed energie emotive. Numerosi studi dimostrano come il ruolo del caregiver possa comportare un elevato livello di stress psicologico ed emotivo, incidendo profondamente anche sulla qualità della vita di chi assiste. Per questo motivo, iniziative di formazione e sostegno risultano fondamentali non solo per il benessere del paziente, ma anche per quello del caregiver stesso.

In questo contesto si inserisce anche l’impegno rivolto ai caregiver delle persone con esiti di ictus. Come Associazione per la Lotta all’Ictus cerebrale – sezione di Parma – promuoviamo percorsi di educazione sanitaria e incontri di Auto-Mutuo Aiuto dedicati proprio ai caregiver. I gruppi A.M.A. rappresentano uno spazio prezioso dove potersi raccontare, confrontare ed essere ascoltati senza giudizio. Condividere la propria esperienza aiuta infatti a rompere il senso di isolamento che spesso accompagna chi si prende cura di una persona fragile, creando relazioni di sostegno reciproco e maggiore consapevolezza.

L’importanza di questo impegno emerge con ancora più forza se si considera che ogni anno, in Italia, si verificano circa 200.000 casi di ictus, oggi prima causa di disabilità nel nostro Paese. Gli esiti dell’ictus possono coinvolgere la sfera fisica, cognitiva, emotiva e comportamentale, modificando profondamente la vita della persona colpita e della sua famiglia. Per questo è fondamentale accompagnare sia il paziente sia chi lo assiste in un percorso di conoscenza e consapevolezza, affinché le conseguenze della malattia possano essere affrontate nel modo più adeguato possibile. Sapere come comportarsi, come gestire i sintomi e come supportare il proprio caro può fare davvero la differenza.

Dietro ogni persona che affronta le conseguenze di un ictus, infatti, c’è spesso qualcuno che sceglie ogni giorno di esserci. Ed è anche grazie a queste persone che tanti pazienti possono continuare a guardare al futuro con maggiore serenità e speranza.

Per approfondire tutte le iniziative dedicate al mese del caregiver e consultare il calendario completo degli eventi è possibile consultare il sito dell’Azienda USL di Parma.


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29/Apr/2026

Nel mese dedicato alla prevenzione dell’ictus, A.L.I.Ce. Italia ODV richiama l’attenzione su un tema tanto diffuso quanto spesso sottovalutato: l’obesità come fattore di rischio modificabile per l’ictus cerebrale. A.L.I.Ce. ODV – sezione di Parma ha quindi deciso di aderire a questa iniziativa nazionale, ribadendo l’importanza di informare e sensibilizzare la popolazione sull’urgenza della prevenzione.

Negli ultimi anni, le evidenze scientifiche hanno chiarito in modo sempre più netto il legame tra eccesso di peso e aumento del rischio di ictus e malattie cardiovascolari. L’incremento dell’indice di massa corporea (BMI) si associa infatti a una crescita progressiva del rischio di eventi cerebrovascolari, indipendentemente dalla presenza di altri fattori come ipertensione o diabete.

Ciò che rende questo fenomeno ancora più preoccupante è il suo impatto sulle fasce più giovani della popolazione. Essere in sovrappeso o obesi tra i 20 e i 40 anni aumenta significativamente il rischio di ictus precoce, con dati che indicano un rischio quasi raddoppiato rispetto ai coetanei normopeso. Ancora più allarmante è il dato relativo all’adolescenza: l’obesità in questa fase della vita può triplicare il rischio di ictus prima dei 50 anni.

Questi numeri evidenziano con forza un concetto chiave: la prevenzione deve iniziare presto.

In Italia si registrano ogni anno circa 120.000 nuovi casi di ictus. Una quota significativa – stimata tra il 10% e il 15% – è attribuibile direttamente o indirettamente all’eccesso di peso. Questo significa che migliaia di eventi potrebbero essere evitati attraverso interventi efficaci di prevenzione.

Di fronte a questi dati, il messaggio della comunità scientifica e delle associazioni come A.L.I.Ce. è chiaro: intervenire sui fattori di rischio modificabili è fondamentale.

Le linee guida italiane sulla prevenzione dell’ictus indicano alcune azioni concrete e accessibili a tutti:

  • adottare uno stile di vita sano, basato su un’alimentazione equilibrata e attività fisica regolare;
  • ridurre il peso corporeo in eccesso in modo graduale e sostenibile;
  • monitorare e controllare i principali fattori di rischio cardiovascolare, come pressione arteriosa, glicemia e colesterolo;
  • contrastare la sedentarietà, promuovendo il movimento nella vita quotidiana;
  • effettuare controlli periodici, includendo la valutazione del BMI e dei parametri metabolici.

La prevenzione è un percorso quotidiano fatto di scelte consapevoli. Piccoli cambiamenti nello stile di vita possono tradursi in una significativa riduzione del rischio di ictus e in un miglioramento generale della qualità della vita.

A.L.I.Ce. ODV – sezione di Parma, in linea con l’impegno di A.L.I.Ce. Italia ODV, rinnova il proprio invito a cittadini, istituzioni e operatori sanitari a lavorare insieme per diffondere la cultura della prevenzione. Informare, sensibilizzare e intervenire precocemente significa ridurre non solo l’incidenza dell’ictus, ma anche il suo impatto umano, sociale ed economico.

 

 

Fonte: https://www.aliceitalia.org/notizie/obesita-allarme-ictus-il-peso-in-eccesso-moltiplica-il-rischio-cerebrovascolare/


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15/Apr/2026

Il mese di aprile è dedicato alla prevenzione dell’ictus cerebrale, una delle principali cause di mortalità e disabilità a livello globale. Questa ricorrenza rappresenta un’importante occasione per promuovere una maggiore consapevolezza nella popolazione, favorendo la diffusione di informazioni corrette sui fattori di rischio, sui sintomi e sull’importanza di un intervento tempestivo.

L’ictus cerebrale è una condizione acuta che si verifica quando l’apporto di sangue a una specifica area del cervello viene improvvisamente compromesso. Tale interruzione determina un danno ischemico o emorragico del tessuto cerebrale, con conseguenze che possono essere gravi e permanenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di ictus ischemico, causato dall’occlusione di un vaso sanguigno, mentre una quota minoritaria è rappresentata dall’ictus emorragico, dovuto alla rottura di un vaso con conseguente sanguinamento intracranico.

Nonostante la gravità del quadro clinico, una parte significativa degli ictus può essere prevenuta. Numerosi studi hanno infatti dimostrato come il controllo dei principali fattori di rischio giochi un ruolo determinante nella riduzione dell’incidenza della patologia. Tra questi, l’ipertensione arteriosa rappresenta il fattore più rilevante, seguita da condizioni quali il colesterolo alto, il diabete mellito, il fumo di sigaretta e la sedentarietà. L’adozione di uno stile di vita sano, associata a un adeguato monitoraggio clinico, costituisce pertanto uno strumento fondamentale di prevenzione primaria.

Accanto alla prevenzione, un altro elemento cruciale è rappresentato dalla capacità di riconoscere precocemente i segni e i sintomi dell’ictus. L’esordio è generalmente improvviso e può manifestarsi con deficit neurologici focali, quali asimmetria del volto, debolezza o perdita di forza a carico di un arto e alterazioni del linguaggio. In alcuni casi possono comparire disturbi visivi, perdita dell’equilibrio o cefalea intensa e improvvisa. È importante sottolineare come la tempestività dell’intervento sia determinante: il danno cerebrale evolve rapidamente e ogni minuto di ritardo può compromettere in modo significativo la prognosi. In presenza di sintomi compatibili con un ictus cerebrale, è indispensabile attivare immediatamente il sistema di emergenza. Un accesso rapido a strutture ospedaliere dotate di unità dedicate consente infatti l’attuazione di terapie specifiche, in grado di ridurre l’estensione del danno e migliorare gli esiti clinici.

Il mese della prevenzione dell’ictus non deve essere considerato soltanto come un momento informativo, ma come un’opportunità per promuovere un cambiamento culturale orientato alla tutela della salute cerebrale. Investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nell’educazione sanitaria significa contribuire concretamente alla riduzione dell’impatto di questa patologia sulla popolazione.

Una maggiore consapevolezza, unita a comportamenti responsabili e a un intervento tempestivo, può fare la differenza tra un recupero possibile e conseguenze invalidanti permanenti.


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