Giornata mondiale dell’ictus: ogni minuto conta

Ottobre 29, 2026 by Sara Ventura
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Un volto che diventa improvvisamente asimmetrico, un braccio che non si riesce più a sollevare, parole che diventano confuse o incomprensibili. Sono alcuni dei segnali che possono indicare un ictus cerebrale, una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo.

La Giornata mondiale dell’ictus, che si celebra il 29 ottobre, richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione e del riconoscimento tempestivo dei sintomi. Il tema scelto dalla World Stroke Organization (WSO) per il 2026, “Every M1nute Counts” (Ogni minuto conta), sottolinea la necessità di intervenire rapidamente di fronte ai primi segnali della malattia, perché il tempo può fare la differenza nelle possibilità di cura e recupero.

Un messaggio al quale si unisce A.L.I.Ce. Parma ODV, da anni impegnata nella sensibilizzazione della cittadinanza e nella promozione di una maggiore consapevolezza sull’ictus e sulle sue conseguenze.

Prevenire l’ictus: conoscere e controllare i fattori di rischio

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una persona adulta su quattro rischia di essere colpita da ictus nel corso della vita. Si tratta di un dato che evidenzia la rilevanza della malattia, ma anche la necessità di investire nella prevenzione. Sebbene alcuni fattori di rischio, come l’età e la predisposizione genetica, non possano essere modificati, molti altri possono essere controllati attraverso comportamenti salutari e un’adeguata assistenza medica.

L’ipertensione arteriosa rappresenta uno dei principali fattori di rischio modificabili. Accanto alla pressione elevata, anche il diabete, il colesterolo alto, la fibrillazione atriale, il sovrappeso, il fumo e la sedentarietà possono aumentare la probabilità di sviluppare un ictus. Adottare un’alimentazione equilibrata, ridurre il consumo di sale, praticare regolarmente attività fisica, evitare il fumo e limitare l’alcol sono alcune delle abitudini che contribuiscono a proteggere la salute cardiovascolare

e cerebrale. Altrettanto importante è sottoporsi ai controlli consigliati dal proprio medico e seguire le terapie prescritte per gestire eventuali condizioni di rischio.

La prevenzione non consiste quindi in un singolo comportamento, ma in un insieme di scelte e attenzioni quotidiane, che possono contribuire a ridurre concretamente la probabilità di essere colpiti dalla malattia.

Riconoscere i sintomi: il metodo FAST

Accanto alla prevenzione, è fondamentale sapere

come comportarsi di fronte a un possibile ictus. La malattia può manifestarsi improvvisamente e richiede un intervento sanitario immediato.

Per ricordare alcuni dei principali segnal

i d’allarme si utilizza l’acronimo inglese FAST, che significa “veloce”:

  • F – Face (volto): un lato del viso appare asimmetrico o la bocca si abbassa improvvisamente.
  • A – Arms (braccia): compare una debolezza improvvisa o la difficoltà a sollevare e mantenere alzato un braccio.
  • S – Speech (linguaggio): la persona presenta difficoltà a parlare, pronuncia parole confuse o non comprende ciò che le viene detto.
  • T – Time (tempo): in presenza anche di uno solo di questi segnali è necessario chiamare immediatamente il 112 o il 118.

Altri possibili sintomi comprendono la perdita improvvisa della vista, difficoltà di equilibrio o coordinazione e un mal di testa estremamente intenso e inconsueto. Non bisogna aspettare che i sintomi scompaiano né

 cercare di raggiungere autonomamente l’ospedale. Anche quando i disturbi si risolvono spontaneamente, potrebbe trattarsi di un attacco ischemico transitorio (TIA), una condizione che richiede comunque una valutazione medica urgente.

Perché ogni minuto conta

Quando si parla di ictus, “il tempo è cervello”. Nell’ictus ischemico, causato dall’ostruzione di un vaso sanguigno, il mancato apporto di ossigeno può provocare danni progressivi al tessuto cerebrale. Oggi esistono trattamenti, come la trombolisi endovenosa e la trombectomia meccanica, che in pazienti selezionati possono ripristinare la circolazione sanguigna e limitare le conseguenze della malattia. La possibilità di accedervi e la loro efficacia dipendono anche dalla rapidità dell’intervento. Il riconoscimento dei sintomi deve quindi tradursi in un’azione immediata: attivare i soccorsi senza perdere tempo, consentendo alla persona di essere indirizzata verso le strutture specializzate.

“Risparmia tempo, guadagna vita”: l’impegno di A.L.I.Ce. Parma

La centralità del fattore tempo è da anni al centro dell’attività di sensibilizzazione di A.L.I.Ce. Parma. Già nel 2013-2014, il territorio parmense è stato coinvolto nel progetto E.R.O.I. (Educazione e Ritardo di Ospedalizzazione per Ictus), una ricerca finanziata dalla Regione Emilia-Romagna e realizzata dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma per approfondire il ruolo dell’informazione nel ridurre i ritardi nell’accesso alle cure. Da questa esperienza ha preso forma la successiva campagna “Risparmia tempo, guadagna vita”, promossa dall’associazione con il sostegno di Fondazione Cariparma, per sensibilizzare i cittadini sul riconoscimento dei sintomi e sulla necessità di chiamare immediatamente i soccorsi. Un messaggio che conserva tutta la sua attualità e trova continuità nella campagna internazionale del 2026: riconoscere tempestivamente un ictus significa offrire maggiori possibilità di accedere alle cure disponibili.

La prevenzione è una responsabilità condivisa

La Giornata mondiale dell’ictus rappresenta anche il momento conclusivo del percorso di informazione e sensibilizzazione promosso da A.L.I.Ce. Parma durante il mese di ottobre, attraverso approfondimenti dedicati alle abitudini quotidiane, alla salute cerebrale, all’ipertensione e all’importanza dell’attività fisica.

Conoscere i fattori di rischio, adottare comportamenti salutari e riconoscere i segnali di un’emergenza sono aspetti complementari della tutela della salute. Informarsi e condividere queste conoscenze con familiari, amici e colleghi significa contribuire a costruire una comunità più consapevole, capace di prevenire quando possibile e intervenire tempestivamente quando necessario.

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