Tre abitudini quotidiane su cui intervenire per ridurre il rischio di ictus

Sedentarietà, consumo di alcol ed eccesso di sale sono fattori su cui possiamo intervenire nella vita di tutti i giorni. Piccoli cambiamenti, mantenuti nel tempo, possono contribuire alla prevenzione dell’ictus e alla tutela della salute cardiovascolare.
Un rischio che si costruisce nel tempo
L’ictus si manifesta improvvisamente, ma molti dei fattori che ne aumentano il rischio agiscono lentamente, nel corso degli anni. Accanto a condizioni come ipertensione, diabete, colesterolo elevato e fibrillazione atriale, anche le nostre abitudini quotidiane possono avere un ruolo importante.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica infatti tra i principali fattori di rischio modificabili dell’ictus l’inattività fisica, un’alimentazione ricca di sodio e il consumo dannoso di alcol. Intervenire su questi comportamenti significa quindi agire su una parte del rischio che può essere modificata attraverso stili di vita più salutari.
Nel mese di ottobre, A.L.I.Ce. Parma ODV dedica cinque approfondimenti alla prevenzione dell’ictus e al riconoscimento tempestivo dei suoi sintomi. Il primo parte da tre comportamenti molto comuni e spesso sottovalutati: trascorrere molte ore seduti, bere troppo alcol e consumare più sale del necessario.
1. Interrompere il tempo trascorso seduti
Lavoro alla scrivania, spostamenti in auto, televisione, smartphone e computer possono portarci a trascorrere molte ore della giornata seduti. Se questa abitudine si ripete nel tempo, il movimento rischia di diventare una parte sempre più marginale della quotidianità.
La scarsa attività fisica rientra tra i fattori modificabili associati al rischio cardiovascolare e di ictus. Muoversi regolarmente contribuisce inoltre al controllo della pressione arteriosa, del peso corporeo, della glicemia e del colesterolo. L’OMS raccomanda agli adulti almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica di intensità moderata, ma aumentare il movimento non significa necessariamente praticare uno sport intenso. Anche nella quotidianità è possibile fare qualcosa: alzarsi periodicamente dalla sedia, camminare durante una telefonata, preferire le scale quando possibile, percorrere brevi tragitti a piedi o alternare attività sedentarie e movimento.
L’obiettivo non è trasformare ogni giornata in una prestazione sportiva, ma evitare che stare seduti per molte ore consecutive diventi la norma. Anche cambiamenti semplici possono aiutare a costruire, gradualmente, uno stile di vita più attivo.
2. Fare attenzione al consumo di alcol
Quando si parla di alcol non conta soltanto quanto si beve complessivamente, ma anche come il consumo viene distribuito nel tempo. Concentrare diverse bevande alcoliche in una sola serata o nel fine settimana non rende il consumo privo di conseguenze. Un consumo elevato può contribuire all’aumento della pressione arteriosa e può avere effetti sul sistema cardiovascolare. L’uso dannoso di alcol è infatti indicato dall’OMS tra i fattori modificabili associati al rischio di ictus. Ridurre la quantità e la frequenza del consumo, evitando in particolare gli episodi di consumo elevato, è quindi una scelta utile per la salute.
Anche in questo caso non serve pensare soltanto ai grandi eccessi. La prevenzione passa soprattutto dalla consapevolezza delle proprie abitudini e dalla capacità di non trasformare il consumo occasionale in una routine.
3. Ridurre il sale, soprattutto quello che non vediamo
Quando pensiamo al sale immaginiamo spesso quello aggiunto durante la preparazione dei cibi o direttamente a tavola. In realtà una parte consistente del sodio che assumiamo proviene da alimenti già pronti o trasformati. Salumi, formaggi, snack, prodotti da forno, salse, condimenti e piatti pronti possono contenerne quantità significative. Un consumo elevato di sodio favorisce l’aumento della pressione arteriosa, e l’ipertensione rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l’ictus. La riduzione dell’apporto di sodio contribuisce invece alla diminuzione della pressione e del rischio cardiovascolare.
L’OMS raccomanda per gli adulti di mantenersi al di sotto dei 5 grammi di sale al giorno, equivalenti a circa 2 grammi di sodio.
Qualche accorgimento in più può fare la differenza:
- controllare le etichette nutrizionali e confrontare prodotti simili;
- limitare il consumo frequente di alimenti molto salati o fortemente trasformati;
- assaggiare le pietanze prima di aggiungere altro sale;
- utilizzare spezie, erbe aromatiche, limone o altri aromi per dare sapore ai piatti;
- scegliere, quando possibile, alimenti freschi e poco trasformati.
Non è necessario eliminare completamente il sale: l’obiettivo è ridurne gradualmente l’eccesso, imparando a riconoscere quello presente negli alimenti che consumiamo ogni giorno.
Da dove cominciare?
Non esiste un singolo alimento, esercizio o comportamento capace di azzerare il rischio di ictus. La prevenzione nasce piuttosto dall’insieme delle scelte quotidiane e dal controllo dei principali fattori di rischio. Muoversi di più, interrompere i lunghi periodi trascorsi seduti, limitare il consumo di alcol e moderare il sale sono piccoli passi applicabili da chiunque, ma che possono diventare rapidamente delle abitudini da mantenere nel tempo.
A questi comportamenti si affiancano il controllo periodico della pressione arteriosa, l’astensione dal fumo e la corretta gestione, insieme al proprio medico, di eventuali condizioni come diabete, colesterolo elevato o fibrillazione atriale.
La prevenzione non significa cambiare ogni aspetto della propria quotidianità da un giorno all’altro. Significa cominciare da ciò che possiamo modificare e trovare scelte sostenibili da portare con noi nel tempo.
Il primo passo? Osservare le proprie abitudini quotidiane e scegliere quella su cui è più semplice iniziare a intervenire.


